Gestire l’equilibrio tra lavoro e famiglia

Negli ultimi anni, l’aumento delle ore lavorative, l’insicurezza del posto di lavoro, i lunghi tempi di viaggio tra casa e ufficio ed il progresso tecnologico ci hanno spinto a dedicarci sempre di più ad attività lavorative anche dentro le mura domestiche. Per molte persone il tempo a disposizione è sempre poco e non è facile gestire tutti gli impegni lavorativi senza ripercussioni sulla vita privata. L’assenza di tempo libero influenza molte decisioni importanti, tra cui il proseguimento degli studi, trovare un partner o anche quello di avere una propria famiglia. Sebbene non sia facile trovare il giusto equilibrio tra lavoro e tempo libero, è possibile raggiungere un senso di gratificazione sia nel lavoro che nella vita privata. 

Come puoi ottenere un buon equilibrio vita-lavoro

Sono sempre di più le attività convinte di dover puntare su una politica aziendale più favorevole all’equilibrio tra vita e lavoro, per poter ottenere ottimi risultati. Un’impresa felice produce di più. E un’impresa è fatta prima di tutto di persone. Da questa conclusione sono partite tantissime iniziative di welfare aziendale da parte delle organizzazioni a favore dei dipendenti. Oggi nella vita lavorativa è possibile trarre beneficio da:

  • una gestione più flessibile dell’orario di lavoro. Fino a qualche anno fà, concetti come part-time, smart working o anche il telelavoro erano fantascienza. Oggi, invece, fanno parte della vita lavorativa di molte persone e aiutano a organizzare in modo più elastico il rapporto tra professione, famiglia e tempo libero;
  • nuovi servizi per il lavoratore. Soprattutto nelle realtà più strutturate, puoi avere ad esempio una mensa ben fornita, l’asilo per i tuoi figli o agevolazioni economiche per una gestione più serena delle proprie spese personali. Anche nelle aziende più piccole, comunque, stanno cominciando a promuovere iniziative di supporto, spesso in collaborazione anche con gli enti esterni.

10 consigli per bilanciare lavoro e vita privata

Partiamo innanzitutto dal presupposto che ognuno di noi ha un equilibrio tutto suo, diverso da quello delle altre persone. Per alcuni il proprio lavoro è una passione per altri invece no: ognuno di noi è diverso, unico e non esiste una regola valida per tutti.

  1. Non permettere che i modelli del passato condizionino le scelte del presente. A volte ci viene in mente il copione che ci ha instillato qualcun altro (come per esempio i nostri genitori): prenderne atto è il primo passo per potersene liberare.
  2. Evitare i cosiddetti “sacrifici necessari” perché i sacrifici di oggi rischiano di essere i rimpianti di domani. Ognuno ha dei doveri, certo, ma annullarsi nel doverismo alla lunga non è affatto sano.
  3. Domandarsi sempre se si è davvero convinti di quello che si fa. È giusto ogni tanto porsi delle domande, chiedersi il senso di quello che si fa dal punto di vista professionale, altrimenti è come guidare in autostrada senza domandarsi in quale direzione andare.
  4. Cercare di vivere secondo la propria natura, invece di sforzarsi di essere qualcos’altro. Snaturarsi non è mai una buona idea: può funzionare nel breve, ma alla lunga fa male alla salute: il corpo parla, sempre, e il successo vero arriva solo quando ci ascoltiamo.
  5. Buttare via con coraggio pregiudizio e vecchi ruoli, in famiglia e sul lavoro: una mentalità aperta garantisce serenità. La società è alla ricerca di nuovi equilibri tra passato e futuro: non prendere atto delle trasformazioni in corso è molto miope.
  6. Cercare sempre di ritagliarsi tempo per sé stessi. Anche solo 15 minuti per sé stessi, ogni giorno, fanno molto bene anche alla propria salute.
  7. Il lavoro non deve assolutamente soffocare la vita privata e la vita privata non deve essere di ostacolo al lavoro: una buona carriera si costruisce sull’equilibrio. Per evitare il rischio del burn out, del bruciarsi dentro, è opportuno valorizzare la propria vita privata, che spesso è il vero catalizzatore di una carriera duratura.
  8. In ciascuno di noi devono potere convivere la dimensione professionale e le necessità esistenziale, pena la frustrazione, lo stress, la voglia di mollare tutto. Non si vive di solo lavoro: alla lunga, si rischia di scoppiare.
  9. L’azienda non è una famiglia e la famiglia non deve essere un’azienda. Per un buon equilibrio occorre avere la giusta dose di distacco e coinvolgimento, di passione e controllo. Non è bene quando si sente parlare di azienda “mamma”, di azienda come “una famiglia”: è in agguato il rischio della delusione cocente, dell’eccessivo investimento emotivo, e della mancanza di lucidità nella gestione della propria carriera professionale.

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