Dal lavoro casalingo al lavoro in smart working: 4 regole fondamentali

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Dal lavoro casalingo allo smart-working: 4 regole fondamentali

Lo smart-working non sempre è tale. Abbiamo visto in questo articolo come esso, gran parte delle volte, sia solo un disordinato tentativo di fare a casa ciò che si faceva in ufficio, incoraggiando un lavoro casalingo che porta ad un innalzamento dello stress dei lavoratori, che perdono la bussola e si dimenano tra gli impegni lavorativi e familiari e delle aziende, che perdono il controllo sulle attività dei propri dipendenti, con un impatto negativo sulla produzione.

    4 regole per rendere il lavoro agile

Vediamo alcune regole da mettere in pratica per riportare il lavoro casalingo nei ranghi e renderlo più agile.

1. La giusta strumentazione

Avvalersi, in più possibile, di schemi e monitor fissi, evitando per quanto possibile di lavorare piegati su smartphone e tablet. Tenere una postura corretta ed un abbigliamento consono a favorire il giusto rilassamento corporeo.

2. Avere degli orari

Rispettare gli orari lavorativi soliti. Come in ufficio, così a casa: darsi un orario di inizio e uno di fine, contemplando anche delle pause intermedie. Se neppure in ufficio si aveva degli orari fissi, questo è il momento opportuno per cominciare a stabilirli e a rispettarli in piena autonomia.

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3. Prendere il proprio posto

Scegliere un luogo della casa da adibire al lavoro. Possibilmente un luogo in cui non essere raggiunti dagli altri familiari, in modo da non renderli “partecipi” del proprio lavoro e fare in modo che non ne compromettano la produttività.

4. Definire le priorità

Lavorare da casa non vuol dire dover fare il doppio del lavoro ed essere continuamente reperibili, connessi e/o in videochiamata con qualcuno. È bene prendersi i propri tempi per riflettere e progettare in piena solitudine. Prendersi questi spazi di riflessione tra un task e l’altro.

Riuscire a mettere in pratica queste piccole regole è fondamentale per assicurarsi la continuità lavorativa, essere pronti ad eventuali posticipi e rinvii del ritorno al lavoro e per prepararsi al futuro, che magari vedrà lo smartworking come parte integrante del lavoro.

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