Smart-working o lavoro casalingo? Le differenze

Smart-working o lavoro casalingo? Le differenze

La possibilità di lavorare da casa ha salvato una gran parte delle aziende e ha assicurato continuità a tante attività che, altrimenti, non avrebbero avuto un seguito.
Ma siamo sicuri che quello a cui si sta ricorrendo sia davvero smart-working?

Smart-working o lavoro casalingo?

Lo smartworking è la possibilità che alcune aziende danno ai propri dipendenti di poter continuare il lavorare da remoto, disponendo di tutti (o quasi) gli strumenti di cui hanno bisogno.
Ma molti, in particolare quelli che lo stanno vivendo, sanno che questo tipo di smart-working così improvvisato non è poi tato agevole. Come è fatto questo lavoro?
Il pc in un angolo della casa, magari non sulla scrivania ma sul letto, sul divano o sul pavimento. Mentre si cerca di lavorare, gli altri abitanti della casa reclamano attenzione, fanno rumore, richiedono cura: bambini, altri membri della famiglia, animali domestici. Piattaforme e chat di colleghi che si attivano a tutte le ore, non rispettando i ritmi lavorativi tipici dell’ufficio. È così che si finisce con il perdere la cognizione del tempo e delle priorità. A “fine turno” si va a letto confusi e ci si risveglia con l’ansia di non aver portato a termine tutti i compiti e in piena confusione riguardo ai prossimi task.

Lavoro da casa: confusione nella mente e sulla scrivania

Si tratta davvero di lavoro agile, quindi?
No. Questa modalità di lavoro di agile ha solo la rapidità con cui mette confusione nella mente e sulla “scrivania” del lavoratore.
Si finisce con l’essere solo sommersi da tanti strumenti informatici e tentativi di connessione.
Il passaggio a questo tipo di “smart-working” è avvenuto senza che né le aziende, né i lavoratori, fossero davvero pronti. Non si era pronti a livello strumentale: non tutti hanno a disposizione pc fissi, buoni monitor, stampanti, cuffie, un sufficiente spazio di archiviazione ed una connessione veloce.
Ma non si era pronti neppure a livello psicologico: il passaggio brusco dall’ufficio alla casa non ha dato modo alle persone di elaborare la cosa e riorganizzarsi la vita.

Rendere sostenibile lo smart-working casalingo

Come si fa, quindi, a rendere sostenibile il lavoro casalingo in modo che si avvicini il più possibile al concetto vero e proprio di smart-working?
In previsione di un ulteriore prolungamento del distanziamento sociale, è necessario rendere agevole la condizione dei lavoratori, per il benessere del singolo e delle aziende. Clicca qui per conoscere le best practice e rendere il lavoro casalingo una vera risorsa, ridurre i livelli di stress e prepararsi al futuro!

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